TRUCCO CORRETTIVO OCCHI

TRUCCO CORRETTIVO OCCHI

Il trucco correttivo è un tipo di make up mirato a valorizzare i pregi del viso e a minimizzare i difetti. Attraverso una serie di regole, da riadattare caso per caso, si cerca di armonizzare il viso con un make up che, anche quando sembra piuttosto “leggero”, esercita un forte impatto sul viso perchè studiato in ogni dettaglio che per quando piccolo sa fare la differenza. Il trucco correttivo non va confuso con il trucco naturale/invisibile in quanto non punta ad essere tale, è un trucco riservato ma presente come quello che vediamo spesso sfoggiare dalle dive sui red carpet: morbido e raffinato, che non attira su di sè gli sguardi ma li veicola sul volto della donna che lo indossa. 

Dico subito che non sono una purista del correttivo gemoetrico e matematicamente calcolato. Ogni viso per risultare armonico deve avvicinarsi ad un certo canone, tuttavia non sempre questo è possibile: forzare troppo le caratteristiche dei lineamenti porta il viso a perdere freschezza e a risultare troppo costruito. Inoltre i lineamenti contribuiscono a creare una certa fisionomia della persona: voler rendere a mandorla l’occhio tondo di un viso molto “bambolina” di solito non porta buoni risultati.

Tuttavia non posso negare che, sin troppo spesso, il buio della conoscenza correttiva genera mostri. Apprezzo molto chi usa il make up in maniera creativa e questo genere di sperimentazioni oltre che divertenti sono anche formative, ma bisogna mantenere viva la sua natura estetizzante di ciò che facciamo: osare si, ma consci di ciò che si sta realizzando. Il make up è un gioco di illusione insidioso come un coltello a doppia lama: può valorizzare la bellezza ma può anche offuscarla e creare disarmonie lì dove non c’erano. Insomma se lo scopo del trucco è beauty, ovvero abbellimento, è un vero peccato che alcune ragazze si imbruttiscano usando tecniche o colori completamente inadatti alla loro tipologia di viso. Accadrà poi che queste persone avvertiranno un certo disagio quando in futuro riguarderanno le loro vecchie foto, un po’ come quando noi guardiamo alcuni look anni 80/90 e notiamo che spesso venivano scelti perché di moda ma inadatti alla persona. In altri casi, invece, è felicemente riuscito l’intento di esprimere moda e stile senza mortificare la propria bellezza. Qual è dunque il segreto? semplicemente lo studio del proprio viso e delle relative tecniche correttive, partire da un concetto classico di bellezza per poi giocarci intorno seguendo i trend di stagione o il proprio estro.


Purtroppo, per quanto questo sia un argomento fondamentale da conoscere, la base da cui partire per realizzare qualsiasi tipo di make up, viene poco affrontato sul web e raramente nel modo giusto. Ora farò una descrizione del trucco correttivo occhi puro, nel senso che mi atterrò alle regole da manuale ma naturalmente queste vanno riadattate a seconda delle occasioni, dei lineamenti della persona e dei gusti.

Prima di iniziare a descrivere le varie tipologie di occhi, vanno tenute presenti una serie di cose:

– l’attaccatura delle ciglia superiori deve essere la parte più scura di tutto il trucco. Se l’ombretto nella piega e nell’angolo risultano più scuri del bordo ciglia l’occhio si appesantisce invece di acquisire intensità, perciò fare infracigliare e bordatura bene è uno step fondamentale. Inoltre la bordatura svolge un ruolo cruciale nelle correzioni dell’occhio

– servono colori opachi per fare un correttivo. Se io creo ombreggiature con ombretti perlati questi tenderanno a riflettere la luce e quindi il gioco di ombre sfumate si perde, si perde la tridimensionalità del lavoro e quindi della correzione. I perlati si usano solo sulla palpebra mobile per dare rilievo e luminosità.

– per cominciare procuratevi tinte neutre: un ombretto nero opaco, un marrone scuro opaco, un marrone medio opaco, un marroncino chiaro opaco per sfumare, un color carne per l’arcata e un avorio satinato per la palpebra mobile. Fare un correttivo con un solo ombretto non è possibile, fare un correttivo con colori accesi spesso è complicato anche per gli addetti al mestiere. La scelta delle tonalità, naturalmente, va fatta in relazione al tipo di carnagione che abbiamo di fronte. E’ facile immaginare come i toni che risultano naturali su un’etera bionda possano essere troppo pallidi e poco incisivi su una donna dalla carnagione mediterranea. Sembra una cosa scontata eppure non lo è, moltissime donne comprano l’ombretto color burro senza badare che a volte risulta troppo chiaro o troppo rosato sulla loro pelle mediterranea e magari ingrigisce invece di illuminare, infatti nella palette di una make up artist ci devono essere più gradazioni di “carne”: chiari, medi e scuri, giallini e rosati, e tonalità di marroni che siano adatti ai diversi incarnati. Ognuna di voi troverà i suoi.

OCCHI DISCENDENTI

Si riconosce un’occhio cadente quando l’angolo esterno, tracciando una linea retta immaginaria, è posizionato più in basso rispetto all’angolo interno, ma in realtà anche alcune tipologie di occhi che hanno un punto d’altezza alto e centrale danno un’idea di discendenza e necessitano dello stesso tipo di correzione. In teoria tutto ciò che viene applicato sulla parte bassa dell’occhio (kajal, sfumature a bordo ciglia, mascara) non fa che mettere in evidenza l’andamento discendente di questa tipologia di occhio. Ciò significa che bisognerà lasciare la rima inferiore completamente pulita, va truccata solo la parte superiore dell’occhio in modo che otticamente sale. Molte persone tendono a sollevare l’occhio cadente tagliando la sfumatura molto verso l’alto, ciò non va bene perchè si sconfina nel trucco grafico e si crea una forzatura che risulta innaturale e distaccata dalla nostra morfologia: l’illusione ottica non avviene. Basta salire giusto di poco dall’angolo esterno e sfumare l’ombra agganciandosi morbidamente nella piega, portando poi il colore verso l’esterno. Questo, come dicevo prima, è vero però solo teoricamente, o quanto meno per i casi in cui la discendenza è davvero tanto marcata, perchè in realtà una rima inferiore truccata nella maniera giusta aiuta tantissimo a sollevare un’occhio a spiovente: basta scendere con la matita sotto l’angolo interno un po’ di più e otticamente la rima sembra “raddrizzarsi”. Delineare le sopracciglia ad ala di gabbiano può aiutare a sollevare un po’ lo sguardo.


OCCHI SPORGENTI

Si parla di occhi sporgenti quando la palpebra mobile risulta piuttosto distaccata rispetto all’arcata, per l’appunto sporge. Questo tipo di occhio se non truccato nel modo giusto risulta gonfio, inoltre siccome ci batte sopra molta luce lo sguardo sembra perdere definizione e l’espressione risulta a volte un po’ vaga e stupita. Bisogna ridimensionare i volumi con un colore scuro, tendenzialmente freddo. Smokey eyes o trucchi a palpebra piena funzionano molto bene per applicare la correzione, non è importante che siano scurissimi basta che la palpebra venga un po’ scurita rispetto all’arcata. In alternativa funziona molto bene anche creare semplicemente delle bordature molto alte e sfumate.

OCCHI PICCOLI

Per ridimensionare un occhio piccolo è necessario creare nuovi bordi che ne ampliano la dimensione. Si usa una matita chiara nella rima interna e si crea un’ombreggiatura lungo il bordo inferiore delle ciglia e la si allunga verso l’esterno. Questa ombreggiatura si riallaccia con l’intensificazione della piega che va fatta ad occhio aperto, in modo da risultare un po’ più in alto rispetto all’incavo dell’occhio. La palpebra va lasciata chiara e si abbonda di mascara sia sulle ciglia superiori sia sulle ciglia inferiori. Specifico che nel mio lavoro di occhi veramente piccoli al punto da necessitare una correzione così specifica non ne ho trovati molti, tuttavia ingrandire gli occhi è qualcosa che si fa spesso anche soltanto per riempire gli spazi di un volto grande (come ad esempio il viso lungo).

OCCHI TONDI

L’occhio tondo ha il punto mediano alto e risulta un po’ tronco nella parte discendente. In pratica va fatto un allungamento sfumando una tonalità scura verso l’esterno e si realizza un’intensificazione marcata dell’angolo interno e della rima interna, in modo che le ombre “tirino” e diano otticamente l’impressione di allungato.

OCCHI INFOSSATI

Si intende una tipologia di occhio incassata sotto un’arcata sopraccigliare particolarmente sporgente e a volte anche bassa, tanto da creare un’ombra sull’occhio. In questi casi è fondamentale mantenere una mano leggera, marcando di più le rime ciliari (ma in modo molto sottile) e l’angolo esterno, la piega va giusto sfumata delicatamente e scaldata. Sulla palpebra si utilizza un colore perlescente e chiaro per illuminare, sull’arcata si utilizzano tonalità chiare e calde per attenuare il gioco d’ombra. Applicare una base di correttore chiaro su tutta la zona oculare prima di iniziare a truccare aiuta molto a illuminare ulteriormente lo sguardo. Tuttavia la varietà di occhi infossati è piuttosto ampia: a volte lo spazio di arcata è molto vasto e illuminato e quindi aiuta scurirlo un po’, altre volte lo spazio è pochissimo e l’incavatura è così profonda da dover lavorare molto di luci anche sull’arcata, in altri casi l’osso ingloba la palpebra fino a farla sparire e quindi bisogna creare un ombreggiatura sull’osso che contorna l’occhio.

OCCHI RICOPERTI

Gli occhi vengono definiti ricoperti (o incappucciati) quando la palpebra mobile è nascosta dalla palpebra fissa che ci ripiega sopra. Le cause possono essere varie: l’età che avanza o anche la semplice fisionomia della persona, una tipologia di occhio ricoperto è anche tipico dell’area asiatica. Spesso viene confuso con l’occhio infossato ma la palpebra non è semplicemente in ombra o inglobata dall’osso orbicolare ma risulta nascosta (parzialmente o totalmente) ma da un lembo di palpebra fissa, una plica, e il tipo di correzione è differente. L’occhio ha bisogno di essere alleggerito dal peso della plica e dilatato, “aperto”, per fare ciò è importantissimo fare una intensa ombreggiatura esattamente sul punto che ad occhio aperto ripiega sulla palpebra e sfumarlo verso l’arcata. Quest’operazione è possibile farla sia con la tecnica della mezzaluna (consigliata se la palpebra è visibile almeno parzialmente) sia con uno smokey o uno smokey halo (che risultano più pratici se la palpebra è completamente nascosta)

OCCHI RAVVICINATI

Gli occhi vengono considerati vicini quando fra i due intercorre uno spazio inferiore alla dimensione di un singolo occhi. Per distanziarli otticamente va creata un’ombreggiatura particolarmente allungata verso l’esterno che parte da metà palpebra e un punto luce sull’angolo interno.

OCCHI DISTANZIATI

Per avvicinare due occhi distanti il procedimento è l’opposto di quello visto prima: si evita di allungare molto l’angolo esterno e si realizza nella piega una leggera sfumatura che si orienta verso l’attaccatura del naso.

La mia carrellata finisce qui. Mi rendo conto di aver forse generalizzato un po’ troppo ma per entrare nello specifico sono necessari esempi pratici dal vivo che per ovvie ragioni non posso mostrarvi. Basti sapere che nella vita raramente si incontra un occhio con una singola irregolarità, i miei ad esempio sono grandi, tondi e sporgenti, ma mi capita spesso di vedere anche occhi sia piccoli che infossati, oppure sia incappucciati che cadenti. In questi casi bisogna che studiate come unire più correzioni e ad inventarvene una nuova adatta al vostro occhio, oppure selezionare la correzione che, a seconda del caso specifico, ha priorità maggiore.

A presto, Annalisa

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