Il make up per andare a lavoro

Il make up per andare a lavoro

Quanto conta la bellezza nel mondo del lavoro? è difficile dirlo, in ogni contesto lavorativo l’immagine svolge un ruolo un po’ differente: per alcune figure il trucco, ben curato e strutturato, fa praticamente parte della divisa ed è un elemento imprescindibile, per altre invece è richieste un look totalmente acqua e sapone e sono costrette a farne a meno. Partendo quindi dal presupposto che non è possibile generalizzare, ritengo comunque utile approfondire il discorso.

Molti studi e ricerche ci dicono che la bellezza svolge un ruolo chiave nei nostri rapporti interpersonali, che un aspetto piacente risulta più persuasivo e rassicurante e che ad un bel viso inconsciamente  vengono  attribuite anche maggiori doti intellettive e comunicative, così una persona attraente acquisisce quello che gli psicologi definiscono “effetto alone”: una singola caratteristica, come l’avvenenza di una persona, viene ad influenzare, appunto come un alone, altre sue caratteristiche e la nostra impressione risulta falsata. Così, chi è bello diventa anche buono. Non solo, chi è bello è anche più gentile, credibile, persuasivo, felice. Le persone avvenenti sono considerate anche energiche, padroni di sé, socievoli, competenti.

In una ricerca statistica di Waters (1985) poche persone erano disposte a credere che la donna rappresentata nell’immagine di sinistra (prima del trucco) fosse un’analista finanziaria, mentre nessun problema emergeva nel caso in cui veniva presentata l’immagine di destra (dopo il trucco).

Comprendo che simili studi possono risultare tristemente avvilenti per chi al mattino si guarda allo specchio e osserva le sue “imperfezioni” ma ritengo che bisogna farne semplicemente una lettura diversa. In realtà non bisogna necessariamente essere come Brigitte Bardot per avere un aspetto affascinante e attraente, gran parte del nostro fascino nasce da come ci prendiamo cura di noi e coltiviamo la nostra autostima. Credo che ognuna di noi abbia avuto qualche amica, compagna, parente o conoscente che riusciva ad essere attraente pur non essendo particolarmente bella, spesso al liceo le più coccolate della classe non erano realmente le più carine, ma semplicemente coloro che avevano una grande autostima, curavano il loro corpo e il loro aspetto e riuscivano a piacere un po’ a tutti. Dunque un abbigliamento curato, una pettinatura in ordine e un tocco di make up sono sufficienti a qualsiasi donna per acquisire maggiore stima e fiducia da parte dei superiori. Inoltre il trucco, il sentirsi più belle, porta ad essere più sicure di sé e quindi perciò più convincenti. Detto questo ritengo che non esiste nessuna valida ragione per andare a lavoro struccate e che con poche semplici regole è possibile fare un make up veloce, semplice, sobrio ed efficace in cinque punti fondamentali.

  1.  IL TRUCCO DEV’ESSERE COMODO DA PORTARE.

Tenete presente che il vostro make-up dovrà durare circa 8 ore e dovrete portarlo sentendovi perfettamente comode e a vostro agio. Dunque è meglio evitare rossetti scuri, che tendono a sbiadire e a sbavare e necessitano di ritocchi frequenti, meglio un rossetto che si avvicini al colore delle vostre labbra. La base deve essere semplice, in modo da poterla eventualmente ritoccare con facilità. Se avete la lacrimazione intensa evitate il kajal che finirebbe per colare dopo poche ore e se avete la palpebra molto umida a causa di sebo e sudore puntate ad ottimi primer e matitoni waterproof da fissare poi con le polveri. Ricordate che un trucco sfatto e che cola è decisamente poco fine, quindi usate prodotti di buona qualità e mettete solo quelle che siete certe che possa avere una tenuta accettabile.

    2.       E’ FONDAMENTALE EVIDENZIARE LA PUPILLA E LA DIMENSIONE DELL’OCCHIO.

 Gli occhi sono lo specchio dell’anima, è verissimo: con gli occhi possiamo comunicare meglio che con le parole e uno sguardo intenso e profondo riesce a dare maggior risalto e credibilità alle nostre parole. Nel passato le signore dell’aristocrazia usavano estratti di atropina, l’ “Atropa belladonna”, per indurre una dilatazione artificiale della pupilla e in questo modo apparire più attraenti; il nostro corpo fa lo stesso in maniera incontrollata durante il “corteggiamento” proprio per rendersi più appetibile: quando si è al fianco di un individuo dell’altro sesso che ci attrae le nostre pupille si dilatano e conferiscono il cosiddetto sguardo “languido”, tipico delle persone innamorate.

Dunque è fondamentale mettere in risalto i nostri occhi affinché risultino più grandi e comunicativi, e soprattutto più profondi e penetranti. Il modo migliore per fare ciò è creare un gioco di ombre e chiaroscuri da realizzare con due strumenti fondamentali: il mascara e la matita nera. Il mascara aumenta la dimensione delle ciglia, così l’occhio sembra più grande, e la matita lungo il bordo le farà sembrare più folte. Il nero del mascara e della matita fanno risaltare la cornea, che a sua volta darà maggior contrasto e visibilità all’iride e alla pupilla. È preferibile evitare matite e mascara colorati, in quanto non contribuiscono al gioco di chiaroscuri come invece accade con il nero, che difatti come già saprete non è un colore ma è assenza di luce. Nel caso siete bionde o tendenzialmente molto chiare potete sostituire la matita nera con quella marrone, che sulla nostra pelle (in quanto beige) il marrone non risulta un vero e proprio colore ma come il nero crea semplicemente un gioco d’ombra.

     3.       IL MAKE UP NON DEVE ESSERE TROPPO VISIBILE.

Il make up, come abbiamo visto, ci aiuta quindi ad essere più comunicativi, tuttavia un uso troppo marcato di ombretti e matite anziché dare risalto allo sguardo può causare l’effetto contrario e si noterà più il trucco che i vostri occhi, il focus passa dal vostro viso al vostro trucco. Questo, oltre a renderci meno incisivi, porta a distrarre il nostro interlocutore che inconsciamente si ritroverà più attratto dal trucco che dalle nostre parole. Lasciamo trucchi drammatici o fantasiosi per il tempo libero.  

   4.   ATTENZIONE AL LINGUAGGIO DEI COLORI.

Quanto detto non esclude del tutto l’utilizzo degli ombretti colorati, infatti una tinta smorzata non troppo scura come il verde oliva o il viola prugna se applicati con moderazione possono funzionare se il contesto non impone un low profile, ma con i neutri si va sempre sul sicuro e permettono anche di realizzare trucchi più facili e veloci: non è una buona idea cimentarsi in cose elaborate di prima mattina, quando il sonno e la fretta non aiutano la nostra manualità. Inoltre va tenuto presente che spesso ai colori si tende a dare dei significati: il rosa e il celeste rimandano all’infanzia, il giallo e l’arancio ad allegria e frivolezza, il rosso alla seduzione e alla provocazione, il verde e il blu rimandano alle maschere teatrali…insomma tutte cose che forse non si adattano bene ad un contesto lavorativo.

  5.       IL TRUCCO IDEALE RIMANE SOGGETTIVO

Abbiamo quindi capito che per il lavoro il trucco ideale è intenso al punto giusto, veicola l’attenzione sul viso e non su di sé e si fonde con i lineamenti. È naturale però che quello che funziona in questo senso su una mora con occhi grandi potrebbe essere eccessivo per una bionda con occhi piccoli, non c’è un concetto standard di cosa è adatto per andare in ufficio e cosa non lo è, dovete anche essere brave a fare l’occhio per osservare quando avete bisogno di caricare un po’ di più e quando invece è meglio fermarsi o togliere qualcosa.

Prossimamente parleremo di come raggiungere questo obiettivo, ovvero truccarsi in modo veloce ed efficace con i prodotti giusti.
Alla prossima

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