Capire il proprio sottotono

Capire il proprio sottotono
schema sottotono

Qualche anno fa, quando mi sono avvicinata a piccoli passi al mondo della bellezza, si parlava tantissimo del discorso sottotono e questo faceva letteralmente impazzire le persone perchè sembrava una cosa tanto importante quanto difficile da individuare.

Pareva che da ciò si potesse capire quali fondotinta utilizzare (se giallo o rosa) e quale rossetto rosso preferire (se aranciato o a base blu), ma per capirlo bisognava guardare il colore delle vene del polso e non se ne veniva a capo, dato che le vene spesso hanno una colorazione mista.

Ancora oggi ricevo tantissime domande riguardo il sottotono della pelle, un po’ perchè mi occupo di armocromia e il sottotono nell’individuazione della stagione è un elemento determinante, un po’ perchè tante donne vorrebbero avere una soluzione facile nella scelta del fondotinta ed evitare di buttare soldi in prodotti sbagliati.

COSA DETERMINA IL COLORE DELL’INCARNATO?

Il colorito di una persona noi lo percepiamo attraverso tre aspetti principali, ovvero:

SOTTOTONO: la luce che emana la nostra pelle, quell’aura che fa si che certe tonalità su di noi si armonizzino meglio di altre, esattamente come vedete nell’immagine che introduce all’articolo.

TONO: è il colore della nostra pelle in superficie, che può essere, indifferentemente dal sottotono, più roseo o più giallo, più beige o più pesca.

SOVRATONO: il sovratono non è intrinseco del nostro incarnato ma qualcosa che sopraggiunge in seguito a condizioni di stanchezza, salute o determinati stili di vita: Chi dorme e mangia poco può avere un aspetto “itterico” quindi giallo/verde, stessa cosa può causare la nicotina, Chi soffre di couperose può sembrare più roseo di quanto non sia, idem chi tende facilmente ad arrossarsi al sole. Chi utlizza prodotti abbronzanti può sembrare più arancio, più “ambrato”

E questi tre aspetti vengono determinati a loro volta da elementi biofisici:


Emoglobina: è presente nei globuli rossi e apporta alla pelle una sfumatura rossa/rosata

Carotene: contenuto negli adipociti, conferisce un tono giallo/arancio


Cheratina: presente nei cheratinociti, dona alla cute un colore di base giallo paglierino, che varia a seconda dello spessore dello strato corneo che li ospita

Vasi Sanguigni: in base al numero e alla profondità, contribuiscono a donare alla pelle toni rosso/bluastri

Melanina: varia la sua tonalità a seconda di un fattore genetico e geografico.

Salma Hayek ha una carnagione spiccatamente giallina, mai un truccatore si sognerebbe di usare un fondo rosa su una pelle come la sua! Eppure il suo sottotono, per quanto neutro, è senz’altro freddo. Il fatto che il bianco la esalti ne è una prova. Ciò dimostra che tono e sottotono non sempre combaciano, anzi…


Da ciò si deduce quindi che la pelle umana ha sempre una componente bluastra per via dei vasi sanguigni; presenta una sfumatura più o meno rossastra a seconda dell’apporto di emoglobina ed ha una parte gialla immancabile, dovuto al carotene e allo strato corneo. Dato che il fondotinta deve fondersi con queste sfumature e tonalità diverse che si incrociano fra loro non può fare affidamento esclusivamente sul sottotono (ovvero scegliendo il rosa per le fredde e il giallo per le calde), perchè questa scelta potrebbe andare a discapito di quella parte più superficiale della nostra pelle, ovvero il tono, e in fondo è su questa che il fondotinta va applicato. E siccome lo strato più superficiale nella nostra pelle (ovvero il corneo) è dominato dall’apporto di colore giallino dei cherainociti, circa il 70% delle persone, specie in ambito mediterrano dove la pelle è meno sottile che nei paesi nordici, dovrà utilizzare un fondo più o meno giallo. E difatti nel mio kit ci sono pochi fondi rosa, che di solito io utilizzo miscelati ad uno giallo perchè un tono di pelle molto rosato non mi capita praticamente mai.

IL FONDOTINTA GIALLO NON SEMPRE INDICA SOTTOTONO CALDO

Se il 70% delle persone sono gialline allora sono tutte calde? no, non funziona così. Il fondotinta giusto ti fa capire il tono della tua pelle ma non la temperatura del sottotono. Così chi è molto olivastra di solito è fredda ma tenderà ad ingrigire con un fondotinta rosato : rosa e verde sono complementari, mischiando complementari si genere il “bistro”, ovvero un tono indefinito che tende al grigio.

IL SOTTOTONO NON è VINCOLATO AL COLORITO

Altro elemento che genera confusione è il fototipo. Un pelle molto scura non è necessariamente gialla o calda, così come chi è molto pallido non è scontato che sia rosa eppure le persone chiare vengono di solito percepite come freddissime. Allo stesso tempo è sbagliato dire “sono olivastra” per indicare una carnagione scura, la sfumatura olive può caratterizzare anche incarnati molto chiari. Anche il fatto di abbronzarsi poco/tanto è dovuto esclusivamente alla melanina, un esempio? le rosse naturali tendono spesso a scottarsi e ad abbronzarsi poco eppure nella maggioranza dei casi hanno un sottotono caldo.

IL SOTTOTONO TI AIUTA NELLA SCELTA DEL ROSSETTO MA NON DEL FONDOTINTA

Quindi se il sottotono della pelle non è vincolato al colorito della pelle, sappiamo che questo non ci sarà tanto utile nella scelta del fondotinta, il fondotinta va valutato con criteri che spiegherò sotto. Quindi a cosa serve in realtà capire il sottotono? come dicevo in apertura, a stabilire parzialmente quali sono i colori che meglio si armonizzano a noi. Penso che chi ha un sottotono freddo provando un rossetto mattone ha notato come la pelle risulta macchiata, spenta, giallognola. Mentre chi ha un sottotono caldo con rossetti spiccatamente freddi assume una velatura d’ocra sulla pelle, che la fa apparire grigiastra e giallognola. Il discorso è un po’ più complesso di così perchè si prendono in considerazioni anche altri elementi, ma in sintesi la temperatura del sottotono si accorda a quella di ciò che indossiamo e ci valorizza. Capirlo da soli non è semplicissimo, specie se si è molto condizionate da qualche preconcetto e dai gusti personali, ma sicuramente serve farsi l’occhio e osservarsi con oggettività. Guardare la reazione della pelle con i colori e i metalli è la cosa migliore, ma se siete incerte suggerisco di fare l’analisi armocromatica.

COME EVITARE DI ACQUISTARE FONDOTINTA SBAGLIATI?

Innanzitutto provate a guardare i fondi professionali, almeno per farvi un’idea generale delle colorazioni esistenti e come queste sono studiate per i diversi tipi di pelle, Mac ad esempio è presente in molte città e ha una gamma di colori vastissima. Troppo spesso i fondotinta commerciali risultano eccessivamente rosa o gialli.

In secondo luogo, consiglio sempre di partire dai giallini per un calcolo di probabilità. Se davvero vi sembrano tutti gialli allora si valuta qualcosa di rosato

Ricordate che il fondotinta non va provato sulle mani e nemmeno sul dorso dei polsi. Le mani sono molto esposte alla luce e spesso sono più scure del viso, il dorso dei polsi invece più in ombra e perciò più chiaro. Prendete una piccola dose di prodotto e picchiettatela con cura sulla mascella (un fondo steso male si ossida e si altera nel colore), uscite fuori e controllatevi alla luce naturale. Solo così otterrete indicazioni veritiere.

Una volta selezionata la tonalità che vi sembra più adatta non acquistatela, fatevi dare un campione. Purtroppo provarlo in negozio non basta perchè le luci spesso non aiutano. Senza contare che i fondi a volte si ossidano dopo qualche minuto e potreste scoprire, tornando a casa, di aver commesso un grave errore. Se nessuna profumeria a portata offre campioni alla clientela allora provatelo in negozio ma rimandate l’acquisto ad un altro momento, in modo da testare il prodotto durante la giornata.

Infine voglio ricordare che trovare un fondotinta veramente identico al proprio colorito è utopico, perciò prendete l’abitudine di sfumare un pochino di fondotinta anche lungo il collo. E in casi estremi miscelare due tonalità diverse è la soluzione definitiva, certo vi costerà di più ma rimane un buon investimento, in fondo usando due fondotinta insieme significa che vi dureranno il doppio del tempo.

Alla fine è semplicemente un dato che viene a galla osservandosi: se i campioni gialli vi si fondono meglio di quelli rosa allora potete dire di essere gialline, o viceversa. Non c’è nessuna scienza complessa per capire ciò, semplicemente basta guardarsi ad uno specchio a mezzo busto, con il petto scoperto, in varie condizioni di luce e capire se la testa stacca dal resto oppure no.

Alla prossima, Annalisa

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